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Salute e BenessereAlzheimer, perché le donne sono più a rischio? Il ruolo della menopausa

Alzheimer, perché le donne sono più a rischio? Il ruolo della menopausa

L’Alzheimer colpisce prevalentemente le donne: due persone su tre tra quelle colpite da questa patologia sono donne. Oltre alla maggiore aspettativa di vita, anche i cambiamenti ormonali dovuti alla menopausa potrebbero influire sulla salute del cervello.  Il dato è stato al centro di un congresso dedicato alla salute e alla medicina di genere, promosso dal Centro studi su salute e medicina di genere e dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova.

In Veneto sono stati censiti più di 70.000 persone con demenza, ma le stime indicano che il numero di persone con declino cognitivo potrebbe essere più elevato. La maggior parte dei pazienti ha più di 65 anni e due terzi dei casi totali sono donne.

Perché le donne sono più esposte?

Tra le cause principali c’è la longevità: le donne mediamente vivono più a lungo degli uomini e l’età avanzata è uno dei principali fattori di rischio per la demenza, anche se non è l’unico elemento da considerare.

Anche l’istruzione, il lavoro e le attività intellettuali svolte nel corso della vita possono contribuire a sviluppare la cosiddetta riserva cognitiva, cioè la capacità del cervello di affrontare meglio i cambiamenti legati all’invecchiamento.

La maggior parte delle donne anziane di oggi hanno avuto meno opportunità di studio e di lavoro rispetto agli uomini della stessa età. Questa differenza potrebbe aver influito sulla loro capacità di compensare il declino cognitivo.

Menopausa e cervello: che cosa succede?

La menopausa potrebbe avere un ruolo determinante nello sviluppo della malattia. Durante questa fase diminuiscono gli estrogeni e il progesterone, ormoni che regolano diverse funzioni cerebrali.

Secondo la neurologa Annachiara Cagnin, dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, il calo di questi ormoni potrebbe rendere il cervello femminile più vulnerabile ai processi di neurodegenerazione e ridurre la capacità di compensare alcuni danni.

Questo non significa che la menopausa provochi necessariamente l’Alzheimer. Il rapporto tra cambiamenti ormonali e rischio di demenza è complesso e richiede ulteriori studi, soprattutto per comprendere le conseguenze della menopausa precoce.

I segnali da non sottovalutare

Durante la menopausa possono comparire difficoltà di concentrazione, piccoli vuoti di memoria e la sensazione di avere la mente meno lucida, spesso definita brain fog, o nebbia mentale.

Questi disturbi non indicano necessariamente una demenza: possono dipendere anche dall’insonnia, dallo stress e dai cambiamenti ormonali. Se diventano persistenti o interferiscono con la vita quotidiana, è importante parlarne con il medico.

Il sonno, in particolare, svolge un ruolo importante nella memoria e nel funzionamento del cervello. Per questo motivo, l’insonnia prolungata non dovrebbe essere trascurata.

Come proteggere la salute del cervello

Non esiste un metodo che garantisca la prevenzione dell’Alzheimer, ma alcune abitudini possono contribuire a mantenere le capacità cognitive e a ridurre diversi fattori di rischio.

È utile praticare attività fisica con regolarità, seguire un’alimentazione equilibrata, dormire a sufficienza e mantenere la mente attiva attraverso la lettura, i giochi di ragionamento e l’apprendimento di nuove attività. Anche le relazioni sociali e il benessere emotivo sono importanti.

Durante la menopausa è possibile confrontarsi con il ginecologo sui sintomi e sulle eventuali terapie. La terapia ormonale sostitutiva, tuttavia, non può essere considerata automaticamente uno strumento per prevenire l’Alzheimer: benefici e rischi devono essere valutati caso per caso.

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