Il caro carburante continua ad alimentare la mobilitazione dei camionisti, con gravi ripercussioni alle aziende alimentari, sulla viabilità e su alcuni servizi pubblici. Nonostante un primo accordo al Ministero dei Trasporti, la situazione resta critica in diverse regioni.
Lo sciopero dei camionisti, contro il caro gasolio, che da venerdì scorso sta tenendo fermi tir e merci in quasi tutto il Mezzogiorno, continua a creare difficoltà in diverse aree del Paese. Le conseguenze riguardano non soltanto i rifornimenti dei supermercati, ma anche il traffico stradale, il trasporto aereo e il funzionamento di alcuni servizi essenziali.
Al centro agroalimentare di Verona Mercato non arriva merce da più di tre giorni e supermercati e negozi cominciano a svuotarsi: Despar Nord ha segnalato ritardi nelle forniture di alcuni prodotti ortofrutticoli, in particolare uva e clementine, assicurando di aver attivato misure per limitare i disagi ai consumatori.
Apprensione anche in Calabria, dove le imprese faticano a reperire le materie prime e cresce il rischio di sospensione delle attività produttive. Preoccupante è, inoltre, la situazione degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, per i quali è stata segnalata l’indisponibilità temporanea del carburante per gli aerei in transito. Lo scalo di Lamezia Terme, invece, non risulta interessato dal problema. Le ripercussioni coinvolgono anche i servizi locali, con possibili difficoltà per i cantieri e per la raccolta dei rifiuti.
Per quanto concerne la viabilità, in Campania si registrano chiusure e rallentamenti nei collegamenti autostradali tra A1 e A30, con pesanti ripercussioni sulla circolazione autostradale, mentre nel Lazio alcuni presidi stanno provocando code lungo la Casilina. In Sicilia, nonostante la revoca del fermo da parte di alcune organizzazioni di categoria, permangono tensioni e manifestazioni in prossimità di snodi stradali e portuali.
L’intesa raggiunta a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha consentito di ridurre almeno in parte la mobilitazione, ma non ha risolto tutte le criticità. Il prolungamento della protesta potrebbe avere pesanti ripercussioni economiche e sociali. Il trasporto su gomma rappresenta infatti un anello fondamentale della distribuzione: ritardi prolungati possono incidere sulla disponibilità dei beni, sui costi per le imprese e sulla continuità dei servizi destinati ai cittadini.



