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NotizieMilano, due giorni di violenze nel centro città: centinaia di giovani coinvolti

Milano, due giorni di violenze nel centro città: centinaia di giovani coinvolti

Il bilancio provvisorio diffuso questa mattina parla di 271 persone accompagnate in questura a Milano per i disordini avvenuti ieri, tra cui 220 minorenni e 60 stranieri. Le persone arrestate sono in totale 32, di cui 13 stranieri e 23 minori, denunciati invece 15 stranieri e 23 minori. Sono proprio i minori, i protagonisti, in negativo, di quanto accaduto a Milano e non solo, lo scorso weekend. Felpe scure, cappucci sul volto e un’età spesso inferiore ai 18 anni. È questo l’identikit di molti dei ragazzi, italiani e stranieri, che hanno preso parte agli episodi di violenza che hanno sconvolto il centro di Milano.

Per due giorni consecutivi, gruppi di giovanissimi si sono radunati dopo essersi dati appuntamento sui TikTok, trasformando le principali strade commerciali della città in teatro di devastazioni e saccheggi. I teppisti hanno preso di mira negozi e supermercati, danneggiando vetrine e portando via merce. Contro le facciate dei punti vendita Foot Locker e Champions sono stati scagliati tavolini, sedie e transenne. Un supermercato Carrefour è stato saccheggiato, mentre la vetrina di Levi’s è stata infranta utilizzando il manubrio di un monopattino. Tra gli esercizi colpiti anche Under Armour e Decathlon.

Le strade sono diventate un campo di battaglia, tra cestini rovesciati, biciclette abbandonate e arredi urbani danneggiati. Le forze dell’ordine hanno cercato di contenere i disordini ricorrendo a idranti e lacrimogeni. Per ragioni di sicurezza, la Galleria Vittorio Emanuele è stata presidiata e il Duomo ha anticipato la chiusura ai visitatori.

Dalla protesta agli scontri

Le tensioni sono iniziate nella giornata di sabato, in occasione della manifestazione contro il caro vita organizzata dal movimento «Italia in Piazza» e diffusa principalmente attraverso TikTok e Instagram. Più di cinquemila persone si sono radunate in piazza Duomo per contestare l’aumento dei prezzi dei carburanti, i salari insufficienti, la pressione fiscale e le difficoltà che interessano la scuola e la sanità pubblica. Tra gli slogan presenti sui cartelli anche l’appello a destinare più risorse alle famiglie anziché alle guerre.

Nel corso della giornata, tuttavia, la protesta è degenerata con i primi episodi di violenza. Alcuni gruppi di giovani vestiti di nero hanno lanciato pietre, bottiglie, bombe carta e transenne contro gli agenti, costringendoli a indietreggiare. Gli scontri si sono estesi fino a piazza Duomo, dove sono state incendiate barricate, danneggiate le pensiline degli autobus e infrante le vetrate di alcuni edifici storici.

Disordini anche a Torino e Bologna

Gli episodi di guerriglia urbana non si sono limitati al solo capoluogo lombardo, anche a Torino alcuni manifestanti hanno scagliato bottiglie e pietre contro le forze dell’ordine. Nella stazione di Porta Nuova, inoltre, un gruppo di ragazzi è entrato nella libreria Feltrinelli, rovesciando scaffali e libri.

Nel capoluogo Emiliano, gli episodi più critici si sono verificati nei pressi della stazione ferroviaria, dove si sono susseguiti lanci di pietre, fumogeni e danneggiamenti. Situazioni di tensione sono state segnalate anche a Bergamo e Brescia.

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