Negli ultimi giorni si è tornato a parlare della sicurezza delle confezioni metalliche contenenti alcuni legumi come fagioli, ceci, lenticchie, nonché alcune bevande energetiche, il cui rivestimento interno contiene il BPA. A riaccendere il dibattito è stato un intervento di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, che ha posto l’accento sulla presenza del Bisfenolo A (BPA) nei rivestimenti interni delle lattine.
Le lattine contenenti BPA sono state messe al bando, in tutta Europa, dall’Unione Europea con Regolamento (UE) 2024/3190, entrato in vigore a gennaio 2025. Tuttavia, ancora molti prodotti in lattina continuano ad essere venduti nei supermercati italiani. Perché?
Il Regolamento UE prevede l’eliminazione progressiva del BPA, concedendo alle aziende un periodo di adeguamento che si estende fino al 2028. Questo significa che, almeno per ora, alcuni prodotti conformi alla vecchia normativa restano sugli scaffali.
Perché il Bisfenolo A è sotto osservazione
Il Bisfenolo A è una sostanza chimica utilizzata dagli anni ’70 nella produzione di plastiche e resine epossidiche, impiegate anche per rivestire internamente le lattine metalliche e prevenire la corrosione.
Il problema riguarda il suo ruolo di interferente endocrino: può cioè alterare il funzionamento del sistema ormonale. Diversi studi hanno associato l’esposizione prolungata a BPA a possibili effetti come alterazioni dello sviluppo puberale, disturbi metabolici, riduzione della fertilità e, in alcuni casi, un aumento del rischio di tumori ormono-dipendenti.
Come orientarsi negli acquisti
Evitare le lattine contenenti il BPA non è difficile, innanzitutto è utile leggere attentamente le etichette: alcuni produttori indicano chiaramente l’assenza di BPA (“BPA free”), mentre in altri casi è riportata la presenza del composto.
In alternativa alle lattine tradizionali, gli esperti consigliano i contenitori in vetro, acciaio o ceramica, materiali considerati più stabili e con minore rischio di rilascio di sostanze indesiderate.
Il divieto definitivo per determinati utilizzi del BPA sarà pienamente operativo solo dal 2028, ma il dibattito scientifico e mediatico potrebbe accelerare eventuali ulteriori restrizioni. Nel frattempo, la scelta resta nelle mani dei consumatori, che possono orientarsi verso soluzioni considerate più sicure per la conservazione degli alimenti.



