Negli ultimi anni si è tanto parlato di digiuno intermittente, trasformato in una specie di culto pop grazie a influencer in forma olimpica, attori che giurano di aver scoperto il Santo Graal della bilancia, video virali che promettono miracoli senza rinunce. La perdita di peso senza grandi sacrifici aveva convinto anche gli scettici delle diete. Peccato che, quando entrano in scena i dati veri, l’incantesimo si sgonfi.
Secondo un’importante revisione delle prove scientifiche, firmata dalla Cochrane Collaboration, organizzazione indipendente molto severa nel valutare le prove scientifiche, questo schema alimentare non fa meglio delle normali diete ipocaloriche e produce riduzioni di peso modeste.
Come è stata fatta l’analisi
I ricercatori hanno analizzato i dati di 22 studi clinici randomizzati per un totale di 1.995 adulti sovrappeso o obesi provenienti da diversi continenti. Gli studi hanno esaminato diversi sistemi di consumo tra cui l’ alimentazione limitata a una finestra oraria (tipo 16:8),l’ alternanza tra giorni normali e quasi digiuno e il digiuno a giorni alterni.
Il confronto era con due scenari: dieta tradizionale con riduzione costante delle calorie oppure nessun intervento. Il follow-up, nella maggior parte dei casi, arrivava fino a un anno.
Cosa è emerso
Il responso è meno epico di quanto raccontino i social. In base alla revisione, il digiuno intermittente non è risultato migliore per la perdita di peso rispetto all’assenza di dieta, con soggetti che hanno perso solo il 3% del loro peso corporeo attraverso questo approccio. Pertanto, la perdita di peso media resta inferiore al 5% del peso iniziale e non risulta superiore a quella ottenibile con una normale dieta controllata.
In parole povere, restringere l’orario dei pasti non accende nessun turbo metabolico. Se si dimagrisce, è più o meno quanto accade riducendo semplicemente le calorie ogni giorno.
Il commento dei ricercatori
Il Dott. Luis Garegnani, autore principale dello studio, sottolinea che il digiuno intermittente può funzionare per alcune persone ma le prove disponibili non giustificano l’entusiasmo mediatico. Secondo il ricercatore, il digiuno intermittente non è una soluzione miracolosa, ma può essere una delle tante opzioni per la gestione del peso. In altre parole, la narrazione online promette molto più di quanto mostrino i numeri.
I punti deboli degli studi
Nonostante i ricercatori affermino di essere moderatamente fiduciosi nei loro risultati, restano alcune incertezze riguardo ad altri elementi della ricerca: la maggior parte degli studi da loro esaminati non utilizzavo i metodi più soldi e coinvolgeva un numero limitato di persone, inoltre gli effetti collaterali sono stati riportati in modo irregolare e la maggioranza dei partecipanti apparteneva a popolazioni occidentali di Paesi ricchi. Infine, molti studi durano meno di un anno, un tempo breve per una condizione cronica come l’obesità.
Quindi serve o no?
I ricercatori concordano sul fatto che ognuno è diverso e che alcune persone potrebbero trarne beneficio. Gli esperti suggeriscono di valutare caso per caso: la strategia migliore resta quella sostenibile nel tempo.
La morale, prevedibilmente poco glamour, è sempre la stessa: non esistono scorciatoie temporali. Conta la costanza, non l’orario dell’orologio.



