“L’Italia non è in guerra e non intende entrarci”. Sono queste le parole pronunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai microfoni di Rtl 102,5. La premier, inoltre, si è detta fortemente preoccupata per l’escalation del conflitto in Medio Oriente, sottolineando come la reazione dell’Iran stia colpendo diversi Paesi dell’area, compresi alcuni che avevano sostenuto i tentativi di accordo sul programma nucleare iraniano. Una dinamica che, secondo la premier, rischia di alimentare una spirale pericolosa e imprevedibile.
Nel suo intervento alla trasmissione radiofonica Non Stop News su RTL 102.5, Meloni ha spiegato di guardare con attenzione anche alle possibili conseguenze per l’Italia. Allo stato attuale, ha precisato, non è stata avanzata alcuna richiesta che coinvolga direttamente il nostro Paese in operazioni militari.
Rispondendo a una domanda sull’eventuale utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio italiano, la presidente del Consiglio ha ricordato che ogni attività è regolata da accordi bilaterali. Anche altri Paesi, come la Spagna, stanno seguendo lo stesso principio: le basi possono essere utilizzate esclusivamente nei limiti stabiliti dagli accordi esistenti. In Italia, ha ricordato Meloni, tre installazioni militari sono concesse agli Stati Uniti sulla base di intese che risalgono al 1954 e che nel tempo sono state aggiornate.
La premier ha poi spiegato che l’Italia, insieme ad altri partner europei come Regno Unito, Francia e Germania, sta valutando l’invio di supporto difensivo ai Paesi del Golfo. Si tratterebbe di sistemi di difesa, in particolare per la protezione aerea. La scelta, ha chiarito, risponde sia ai rapporti di cooperazione con quelle nazioni sia alla necessità di tutelare i cittadini italiani presenti nell’area, dove si trovano decine di migliaia di connazionali e circa duemila militari italiani. Inoltre, ha ricordato, il Golfo rappresenta una zona strategica per le forniture energetiche.
Sul fronte della sicurezza interna, Meloni ha invitato a non abbassare mai la guardia rispetto al rischio di terrorismo di matrice islamista. I servizi di sicurezza sono pienamente attivi e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha già convocato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Anche il Comitato di analisi strategica antiterrorismo continua a riunirsi con regolarità. Secondo la premier, l’Italia dispone di strutture di sicurezza di alto livello e mantiene un sistema di controllo costantemente operativo.



