La chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran sta spingendo molti Stati a trovare delle soluzioni per affrontare la crisi energetica dovuta alla Guerra nel Golfo. Il Governo italiano, in questi giorni, sta valutando con estrema attenzione il ritorno all’austerità con una riduzione forzata dei consumi energetici già a partire dal mese di maggio.
A lanciare l’allarme il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che, ai microfoni del Corriere della Sera, ha ammesso come il rischio di un blocco parziale delle attività già a partire dal mese di maggio sia concreto. «È ciò che si teme», ha dichiarato, facendo appello alla coesione nazionale per affrontare una crisi che definisce senza precedenti. Il nodo principale riguarda il gas, destinato a diventare la principale criticità nelle prossime settimane.
Cosa cambierà nelle nostre case?
Tra le misure al vaglio del Governo c’è il contenimento dell’utilizzo energetico sia in estate che in inverno: una misura che tocca da vicino le abitudini domestiche delle famiglie italiane attraverso una riduzione dei consumi che ricorda le grandi crisi energetiche del passato. Per l’estate, si valuta, ad esempio, di abbassare di un grado i condizionatori o limitare l’uso giornaliero. Mentre per il prossimo inverno, i termosifoni potrebbero essere abbassati di un grado, una misura che da sola consentirebbe un risparmio enorme di gas. Si valuta inoltre anche il taglio dell’illuminazione pubblica per monumenti e uffici.
Trasporti e Smart Working
Per limitare il consumo di carburante, il Governo riflette sul ritorno delle targhe alterne per i mezzi privati. Parallelamente, si punta a un massiccio ritorno allo smart working per i dipendenti pubblici e privati, riprendendo il modello già adottato durante l’emergenza Covid tra il 2020 e il 2022. L’obiettivo è svuotare gli uffici per abbattere drasticamente i costi di gestione energetica degli edifici.
Una rassicurazione per le famiglie
In questo scenario di sacrifici, il Governo ha però voluto tracciare una linea invalicabile: la sanità e la scuola non si fermano. Non sono previsti tagli alle visite mediche né il ritorno alla didattica a distanza per i nipoti. Questi settori rimarranno i pilastri da salvaguardare prioritariamente nel piano di emergenza.



