Quando si parla di epilessia, di solito si pensa subito ai bambini o ai giovani. In realtà, è proprio dopo i 75 anni che questa condizione raggiunge il suo picco massimo. Nella terza età, infatti, l’epilessia è tra le principali malattie neurologiche, subito dopo ictus e demenze. Un dato che sorprende, ma che diventa sempre più importante in una società in cui si vive più a lungo. E, l’aumento dell’aspettativa di vita rende tale fenomeno ancora più rilevante, poiché con una popolazione sempre più longeva, è inevitabile attendersi un aumento dei casi di epilessia nella terza età.
Sintomi poco evidenti: per questo viene spesso confusa
Negli anziani i sintomi dell’epilessia possono essere differenti da quelli che si osservano nei giovani e non sempre si manifesta con crisi spettacolari o convulsioni evidenti. Anzi, nella maggior parte dei casi i segnali sono più sfumati.
Tra i sintomi più comuni ci sono:
- momenti di confusione improvvisa
- difficoltà a parlare o a trovare le parole
- comportamenti insoliti o rallentati
- brevi “assenze”, come se la persona fosse scollegata
- schiuma alla bocca
Proprio per questo motivo, questi episodi vengono spesso scambiati per:
- problemi di memoria
- invecchiamento normale
- disturbi circolatori
- inizio di demenza
Riconoscere correttamente la malattia è fondamentale, poichè una diagnosi precoce consente di avviare terapie efficaci che nella maggior parte dei casi consentono un buon controllo della crisi.
Le cause non sono sempre chiare
Esistono molteplici causa di epilessia negli anziani, tra cui:
- ictus
- malattie neurodegenerative (come l’Alzheimer)
- infezioni o altre patologie cerebrali
- traumi cranici
In circa il 30% dei casi, l’epilessia negli anziani non è riconducibile a una causa precisa. E questo può rendere tutto ancora più confuso.
Inoltre, fattori come la mancanza di sonno o alcuni farmaci possono favorire la comparsa delle crisi, anche in persone che non avevano mai avuto problemi prima.
La buona notizia: si può curare bene
Molti anziani rispondono molto bene alle cure. Spesso bastano dosi basse di farmaci per controllare le crisi in modo efficace.
I farmaci più recenti hanno migliorato molto la qualità delle terapie:
- meno sonnolenza
- minore impatto sulla memoria e sull’equilibrio
- meno interferenze con altri farmaci
E questo è fondamentale, perché chi ha una certa età spesso assume già altre terapie.
Cosa fare durante una crisi (e cosa NON fare)
Se si assiste a una crisi convulsiva, mantenere la calma è già metà del lavoro.
Cosa fare:
- proteggere la testa della persona
- allentare vestiti stretti
- mettere la persona su un fianco dopo la crisi
Cosa evitare assolutamente:
- infilare oggetti in bocca
- cercare di bloccare i movimenti
- evitare di aprire la bocca per impedire il morso della lingua
- dare acqua o farmaci durante la crisi
Molti di questi gesti “istintivi” sono in realtà pericolosi dal momento che il corpo sa gestire la crisi meglio di chi gli sta intorno nel panico.
Perché è importante riconoscerla
Una diagnosi corretta può cambiare completamente la qualità della vita.
Crisi non riconosciute possono portare a:
- perdita di autonomia
- peggioramento delle capacità cognitive
- isolamento
Ma se trattata bene, l’epilessia può essere controllata, permettendo una vita attiva e dignitosa.



