Per Anita LeBrun un calice di vino non è semplicemente una bevanda ma rappresenta un momento di convivialità da condividere con amici e parenti. È un rito, un’occasione per stare insieme e mantenere vive abitudini che hanno accompagnato un’intera esistenza. Ed è proprio da questa convinzione che è partita la battaglia che ha portato all’approvazione della cosiddetta legge del “Happy Hour dei nonni”, una norma che consente alle residenze assistite di organizzare eventi sociali con la somministrazione di bevande alcoliche senza dover affrontare il complesso iter previsto per ottenere una tradizionale licenza di vendita.
Una richiesta nata dalla vita quotidiana
Anita LeBrun ha sempre amato bere un calice di Pinot Grigio; nella sua famiglia, l’aperitivo delle cinque del pomeriggio era una tradizione consolidata, un appuntamento che riuniva parenti e amici.
Lo scorso anno, quando si è trasferita nella struttura Amira Choice di Champlin, ha avuto un’amara sorpresa: ha scoperto che qualsiasi tipo di festeggiamento non prevedeva la distribuzione di vino o champagne a causa di una legge che lo vietava. La consumazione di alcolici era consentita ma solo nelle proprie stanze.
Dalla protesta al Parlamento
Convinta che quella norma penalizzasse inutilmente gli anziani, LeBrun ha deciso di portare la questione davanti ai legislatori dello Stato, diventando il volto di una campagna volta a cambiare da lì a poco la norma. Ha preso parte alle audizioni sia alla Camera sia al Senato del Minnesota, sostenendo che il trasferimento in una struttura assistenziale non dovrebbe comportare la rinuncia alle libertà personali e alle consuetudini che contribuiscono al benessere e alla qualità della vita.
Il suo intervento ha trovato ascolto e ha contribuito all’approvazione della nuova normativa.
Cosa cambia con la nuova legge
La nuova legge permette ora alle case di riposo e alle residenze assistite del Minnesota di organizzare aperitivi, brindisi e altri eventi conviviali con la somministrazione di bevande alcoliche, senza richiedere una licenza commerciale tradizionale. Le strutture dovranno comunque comunicare preventivamente gli eventi alle autorità e rispettare le misure previste per garantire la sicurezza dei partecipanti.
Anche il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha sostenuto l’iniziativa, sottolineando che l’ingresso nella terza età non dovrebbe significare perdere il diritto di mantenere abitudini e tradizioni che fanno parte della propria identità.



