Con l’avanzare dell’età cambiano il corpo, le relazioni e anche il modo di vivere la sessualità. Questo non significa dover rinunciare al desiderio e alla propria sessualità. Secondo un recente studio basta un breve intervento educativo per aiutare le donne anziane a sentirsi più sicure, migliorando alcuni aspetti del benessere psicologico e sociale.
Per molte donne, sola sessualità continua a rappresentare un aspetto importante del benessere anche dopo la menopausa, ma è un tema di cui si parla sempre meno. Eppure proprio in questa fase possono comparire problemi capaci di influenzare profondamente la vita intima: secchezza vaginale, dolore, riduzione o cambiamenti del desiderio, effetti collaterali dei farmaci, malattie croniche e trasformazioni del rapporto di coppia.
Il problema non è soltanto fisico. I cambiamenti fisici, ormonali e relazionali dovuti all’età possono avere conseguenze sulla sfera psicologica, sulla vita sociale e sulla sicurezza con cui una donna vive la propria intimità. Quando mancano informazioni e occasioni per parlarne, una difficoltà può essere vissuta come qualcosa di cui vergognarsi o, semplicemente, come una condizione che bisogna accettare con l’età.
A chiedersi se parlare apertamente di sessualità possa produrre effetti concreti è stato un gruppo di ricercatori che ha realizzato uno studio pubblicato su Scientific Reports.
La ricerca ha coinvolto 110 donne tutte sposate, di almeno 65 anni, residenti nella città iraniana di Ilam. Le partecipanti sono state divise casualmente in due gruppi di 55 persone.
Per una parte di loro non è cambiata la normale assistenza sanitaria. Le altre hanno invece seguito un percorso individuale di educazione sessuale composto da sei incontri faccia a faccia, ciascuno della durata di circa 30 minuti, concentrati nell’arco di tre settimane. Al termine è stato fornito anche materiale informativo.
I ricercatori hanno poi confrontato la situazione delle partecipanti prima dell’intervento e quattro settimane dopo, prendendo in considerazione tre aspetti: salute psicologica, benessere sociale e auto-efficacia sessuale, cioè la sicurezza nel comprendere i propri bisogni, comunicarli e affrontare la propria vita intima. All’inizio della ricerca i due gruppi non presentavano differenze significative. La situazione è cambiata nella valutazione successiva all’intervento.
I risultati hanno evidenziato un miglioramento nel gruppo che aveva partecipato agli incontri educativi. Rispetto alle donne che avevano ricevuto soltanto l’assistenza ordinaria, sono emersi risultati significativamente migliori nelle tre dimensioni analizzate.
Dallo studio è emerso che anche un breve intervento educativo potrebbe avere delle ripercussioni positive non solo sulla conoscenza della sessualità, ma anche sulla percezione del proprio benessere psicologico e sociale, nonché sulla fiducia personale nella gestione della propria vita intima.
Il dato va comunque interpretato con prudenza. La ricerca ha coinvolto un gruppo specifico di donne, provenienti da una sola area geografica, e gli effetti sono stati verificati soltanto a quattro settimane dalla conclusione del programma. Non è quindi ancora possibile stabilire quanto a lungo possano durare i benefici o se gli stessi risultati possano essere ottenuti in popolazioni più ampie e diversificate.



