Un’infezione della pelle conosciuta soprattutto in ambito veterinario è finita sotto osservazione anche in Europa. Si tratta della dermatofilosi, nota anche come “malattia della pioggia”, provocata dal batterio Dermatophilus congolensis, un microrganismo che colpisce principalmente gli animali ma che, in rare circostanze, può interessare anche l’uomo.
A richiamare l’attenzione degli esperti sono alcuni recenti casi nei quali è stata ipotizzata una modalità di trasmissione diversa da quella tradizionalmente conosciuta: il contatto ravvicinato tra persone. Il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) segnala complessivamente 123 casi in 10 Paesi, tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Svizzera.
Un’infezione conosciuta soprattutto negli animali
Dermatophilus congolensis è un batterio conosciuto da tempo in ambito veterianario. È responsabile di infezioni cutanee soprattutto nei bovini, ma può colpire anche altri animali domestici come cavalli, ovini e altre specie animali.
Nell’uomo la dermatofilosi è invece poco frequente. Proprio per questo, l’osservazione di nuovi casi ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie europee e, in particolare, del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
Uno degli aspetti che gli esperti stanno valutando riguarda la possibilità che, in determinate circostanze, il batterio possa essere trasmesso anche direttamente da una persona all’altra, ipotizzando un possibile cambiamento nelle dinamiche di trasmissione.
Modalità di trasmissione
In passato, i pochi casi di contagio all’uomo avvenivano attraverso il contatto con animali infetti o materiali contaminati. Recentemente le segnalazioni hanno invece evidenziato situazioni nelle quali il contatto fisico prolungato e ravvicinato potrebbe aver avuto un ruolo.
Nell’ultimo bollettino diffuso dall’Ecdc il 21 agosto si parla di contagio “prevalente”, ma non esclusivo, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti con altri uomini all’interno di luoghi in cui si pratica sesso, comprese le saune. Sono stati inoltre osservati episodi anche in altri contesti caratterizzati da un’elevata vicinanza fisica, come alcuni sport di contatto, comprese le arti marziali.
La trasmissione può quindi avvenire attraverso il contatto diretto tra superfici cutanee. Inoltre, ambienti particolarmente caldi e umidi, come le saune, possono favorire il contagio.
Sintomi
L’infezione nell’uomo interessa principalmente la pelle e può provocare manifestazioni differenti come:
- papule;
- pustole;
- croste;
- desquamazione;
- prurito.
Le lesioni possono comparire in diverse parti del corpo. Nei casi osservati più recentemente sono state segnalate anche nella zona inguinale e genitale, oltre che su cosce, tronco e viso, presentando somiglianza con altre infezioni dermatologiche o sessualmente trasmesse. Per questo motivo, la diagnosi può non essere immediata e deve essere effettuata da un professionista sanitario.
Le precauzioni utili
La prevenzione passa soprattutto dalla cura della barriera cutanea e da alcune semplici misure igieniche.
È importante proteggere ferite, abrasioni e altre lesioni della pelle, evitando il contatto diretto con quelle presenti su altre persone. È inoltre prudente non condividere asciugamani, indumenti, biancheria intima o altri oggetti che potrebbero essere contaminati.
Particolare attenzione può essere necessaria negli ambienti nei quali caldo e umidità favoriscono la permanenza prolungata della pelle umida.



