Con l’arrivo dell’estate, il corpo deve adattarsi a condizioni ambientali più impegnative. Le temperature elevate di questa stagione portano con sé anche il rischio di andare incontro a gastroenteriti, infezioni intestinali e intossicazioni alimentari. Tra i disturbi più frequenti della bella stagione ci sono diarrea, nausea, vomito, crampi addominali e qualche linea di febbre, spesso dovuti ad una cattiva conservazione degli alimenti.
A incidere sul benessere dell’organismo non sono soltanto le alte temperature di questo periodo. Durante l’estate, infatti, possono contribuire anche i repentini sbalzi termici, cibi consumati dopo essere rimasti troppo a lungo fuori dal frigorifero, bere bibite ghiacciate o consumare pasti abbondanti. Passare dall’afa esterna ad un ambiente fortemente climatizzato sottopone l’organismo ad uno sbalzo termico importante, anche se non è di per sé una causa diretta di infezione intestinale.
Caldo e conservazione alimenti
Nei mesi estivi la conservazione degli alimenti diventa ancora più importante. I prodotti facilmente deperibili come carne, pesce, latticini e salumi devono essere mantenuti alla corretta temperatura e riposti rapidamente in frigorifero dopo l’acquisto.
Uno degli errori più comuni commessi in estate riguarda lo scongelamento. Spesso gli alimenti vengono tolti dal freezer e lasciati scongelare a temperatura ambiente, questo accelera la proliferazione dei microrganismi. È preferibile scongelarli lentamente in frigorifero.
Anche i cibi già cotti richiedono maggiore attenzione in estate. Se non vengono consumati subito, devono essere raffreddati rapidamente e conservati in frigo, evitando di lasciarli per ore sul piano della cucina. Particolare attenzione va riservata alla carne macinata, che dovrebbe essere preparata e consumata subito.
Anche il tragitto dal supermercato a casa può fare la differenza. Nelle giornate particolarmente calde è necessario utilizzare una borsa termica per trasportare carne, pesce, latticini e tutti gli alimenti acquistati nei banchi refrigerati, riponendoli in frigorifero appena arrivati.
Norovirus: un’infezione altamente contagiosa
Tra le infezioni gastrointestinali più ricorrenti in estate c’è il norovirus, responsabile di episodi improvvisi di vomito e diarrea. Il contagio avviene tramite contatto diretto con persone infette ma si può contrarre anche attraverso il consumo di alimenti contaminati, tra cui molluschi crudi, verdure, insalate, germogli e frutti di bosco.
Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione ha una durata che va dalle 12 alle 6 ore. I sintomi sono quelli di una comune gastroenterite e comprendono nausea, vomito, diarrea acquosa, dolori addominali e talvolta febbre. La malattia non ha di solito conseguenze serie, nella maggior parte degli adulti sani l’infezione tende a risolversi spontaneamente in pochi giorni.
La situazione richiede invece maggiore attenzione nei bambini piccoli e nelle persone anziane, per le quali la perdita di liquidi può provocare rapidamente disidratazione e complicazioni.
Come comportarsi ai primi sintomi
In caso di gastroenterite la priorità è evitare la disidratazione, reintegrando regolarmente liquidi e, quando necessario, sali minerali. L’alimentazione può essere temporaneamente più leggera, evitando pasti pesanti e difficili da digerire. Evitare inoltre alcolici, cibi fritti e bevande molto zuccherate.
I probiotici possono essere utilizzati in alcuni casi per favorire il ripristino dell’equilibrio della flora intestinale, mentre eventuali farmaci contro nausea, vomito o diarrea dovrebbero essere assunti secondo il parere del medico o del farmacista.
È inoltre fondamentale prestare attenzione ai segnali che richiedono una valutazione sanitaria, come vomito persistente, incapacità di bere, sangue nelle feci, febbre elevata, forte dolore addominale o segni di disidratazione.



