Dal 2027 cambiano le regole per l’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Con la nuova Legge di Bilancio sono previsti infatti aumenti più contenuti per chi percepisce assegni medio-alti, mentre sarà mantenuta la rivalutazione completa per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo INPS. In pratica, non tutti i pensionati riceveranno lo stesso aumento.
L’intervento ha l’obiettivo di contenere la spesa previdenziale e recuperare risorse da destinare anche a nuove forme di pensionamento anticipato. Ma per chi è già in pensione il risultato sarà un aumento annuale più basso, con effetti che potrebbero proseguire anche negli anni successivi.
Rivalutazione: cosa cambia dal 2027
La rivalutazione è quel meccanismo che consente di adeguare gli assegni, in questo caso le pensioni, all’aumento del costo della vita, proteggendo così il potere d’acquisto delle persone. Con le nuove regole, però, la percentuale riconosciuta diminuirà al crescere dell’importo della pensione.
Le fasce previste sono le seguenti:
- Fino a circa 2.400 euro lordi al mese: rivalutazione al 100%.
- Fino a circa 3.059 euro: rivalutazione all’85%.
- Fino a circa 3.671 euro: rivalutazione al 53%.
- Fino a circa 4.894 euro: rivalutazione al 47%.
- Fino a circa 6.118 euro: rivalutazione al 37%.
- Oltre 6.118 euro: rivalutazione al 32%.
Le percentuali si applicano all’intero importo della pensione e non soltanto alla parte che supera le singole soglie.
Quanto perderanno i pensionati?
Le conseguenze economiche cambiano in base all’importo dell’assegno. Secondo le stime riportate nella relazione tecnica, rispetto alla rivalutazione completa le perdite potrebbero essere:
- Pensione di 3.000 euro: circa 164 euro lordi all’anno.
- Pensione di 4.000 euro: circa 772 euro all’anno.
- Pensione di 5.500 euro: oltre 1.260 euro all’anno.
- Pensione superiore a 6.118 euro: oltre 1.730 euro all’anno.
Gli importi sono calcolati su tredici mensilità.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda gli anni successivi. Un aumento più basso nel 2027 comporterà infatti una base di partenza inferiore per i futuri adeguamenti. La riduzione potrà quindi incidere sul valore della pensione anche nel lungo periodo.



