Secondo i risultati parziali delle elezioni parlamentari in Israele non si ha ancora un vincitore certo. Con circa il 77% delle schede scrutinate, la coalizione di destra del primo ministro Benjamin Netanyahu è in vantaggio con 54 seggi su 120, mentre lo schieramento dell’opposizione guidato dal generale Gadi Eisenkot ne otterrebbe 47. Il dato più sorprendente riguarda i partiti arabi, che conquistano 19 seggi, il miglior risultato della loro storia parlamentare.
Servono almeno 61 seggi per governare, obiettivo al momento non raggiunto da nessuno dei due principali schieramenti. Per questo motivo, il sostegno dei partiti arabi potrebbe rivelarsi decisivo per l’opposizione, che avrebbe così la possibilità di formare una maggioranza alternativa a quella di Netanyahu. Prima del voto, Eisenkot aveva escluso una possibile alleanza con queste forze politiche, ma il risultato elettorale potrebbe spingerlo a cambiare posizione.
Anche l’affluenza ha fatto registrare un dato significativo: ha votato il 77,7% degli aventi diritto al voto, raggiungendo la percentuale più alta dal 1999. Partecipazione elevata anche tra i cittadini arabi israeliani, tradizionalmente meno presenti alle urne. Il conteggio dei voti potrebbe proseguire fino a giovedì, prima dell’avvio delle consultazioni del presidente Isaac Herzog, che dovrà individuare il candidato con maggiori possibilità di ottenere la fiducia del Parlamento.
Il voto rappresenta un passaggio importante per il futuro politico del Paese, perché è il primo dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e l’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, seguita da altre operazioni militari israeliane in Medio Oriente. I risultati definitivi chiariranno se Netanyahu riuscirà a mantenere il governo oppure se l’opposizione troverà i numeri necessari per costruire una maggioranza alternativa.



