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NotizieGenitori e tecnologia: quando i figli diventano indispensabili

Genitori e tecnologia: quando i figli diventano indispensabili

Dal prenotare una visita medica al conto online, cresce sempre più l’esercito di anziani bisognosi dell’aiuto dei figli per gestire le operazioni online di ogni giorno. Questo fenomeno ha un nome: technology caregiving.

«Devo fare un bonifico». Oppure: «Dove devo cliccare?». Sono richieste ormai familiari a molti figli adulti. Arrivano quando un genitore deve prenotare una visita, scaricare un referto, accedere alla banca online, utilizzare lo SPID o semplicemente capire perché lo smartphone, dopo un aggiornamento, non funziona più come prima.

Si tratta di gesti semplici, di un aiuto che spesso passa inosservato, ma che sta diventando una vera forma di assistenza familiare. Gli esperti parlano di technology caregiving, cioè il sostegno che figli e familiari offrono agli anziani per affrontare la vita digitale. E’ un fenomeno particolarmente interessante poiché può riguardare anche persone che nella vita di tutti i giorni sono completamente autonome. Possono guidare, fare la spesa, cucinare e occuparsi della casa, ma trovarsi in difficoltà davanti a un’applicazione o a una procedura online.

Nel nostro Paese il divario digitale resta significativo. Secondo i dati Istat relativi al 2025, utilizza Internet il 72,5% delle persone tra 65 e 74 anni, mentre tra gli over 75 la percentuale scende al 35,7%. Ma tra i 65-74enni solo il 27,4% possiede competenze digitali almeno di base. Il problema non riguarda l’accesso alla tecnologia ma al suo utilizzo.

Di solito, quando un genitore è in difficoltà, la prima cosa che si fa è prendere il telefono e compiere l’operazione al posto suo e, in pochi secondi il problema è risolto. Ma c’è una differenza importante tra sostituirsi alla persona e aiutarla a diventare più autonoma. Spiegare una procedura, anche se richiede più tempo, può permettere al genitore di affrontare da solo la stessa situazione in futuro.

Uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of Medical Internet Research ha evidenziato proprio l’importanza di questa reciprocità digitale: il familiare può diventare una sorta di accompagnatore, aiutando la persona anziana a imparare a utilizzare i servizi digitali, compresi quelli sanitari.

C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione. Per aiutare un genitore può essere necessario conoscere password, appuntamenti, informazioni sanitarie o dati bancari, questo comporta avere accesso a tutto, compromettendo la privacy del proprio caro. Per questo, il livello di assistenza dovrebbe essere proporzionato alle reali necessità della persona. Un anziano perfettamente autonomo che ha semplicemente dimenticato una password ha esigenze molto diverse da chi, invece, presenta difficoltà cognitive.

La tecnologia può aumentare la sicurezza, ma non dovrebbe cancellare la privacy e la possibilità di scegliere. Avere un figlio sempre pronto a risolvere ogni problema davanti allo smartphone è importante ma lo è ancora di più riuscire a gestire, per quanto possibile, la propria vita digitale.

 

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