Pressione alta, diabete e fumo possono incidere sulla salute cognitiva nel lungo periodo. Un nuovo studio suggerisce che intervenire già nella mezza età potrebbe contribuire a vivere molti più anni senza demenza
La demenza è un grave problema mondiale che colpisce circa 57 milioni di persone in tutto il mondo, influenzando la qualità della vita delle persone. Ritardare o prevenire la demenza non sempre è possibile, tuttavia gli esperti si stanno concentrando sui fattori di rischio che possono aumentare la possibilità di sviluppare la malattia. Un nuovo studio pubblicato su Neurology Open Access, ha rilevato che tre fattori sono collegati ad una maggiore longevità senza demenza: avere una pressione sanguigna normale, non fumare e infine non essere diabetici. Le persone dai 45 ai 65 anni che soddisfacevano tutte e tre le condizioni, vivevano circa 13 anni in più rispetto ai fumatori con ipertensione e diabete.
Lo studio: oltre 12 mila persone seguite per più di 25 anni
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 12.000 partecipanti a uno studio durato più di 25 anni. All’inizio della ricerca i partecipanti erano di mezza età e nessuno di loro soffriva di demenza. Intorno ai 55 anni sono stati prese in considerazione tre condizioni considerate particolarmente rilevanti:
- Pressione sanguigna;
- Presenza di diabete;
- Abitudine al fumo.
I partecipanti sono stati monitorati nel tempo per valutare la comparsa della demenza e, più in generale, gli anni di vita trascorsi senza svilupparla. I ricercatori hanno scoperto che le persone che non presentavano nessuno dei tre fattori di rischio che non avevano sviluppato la demenza, vivevano quasi 13 anni in più rispetto a coloro che fumavano, avevano il diabete e l’ipertensione.
Un dato importante, ma che deve essere interpretato correttamente: non significa che eliminare questi tre fattori garantisca automaticamente tredici anni in più senza demenza. Lo studio mostra infatti un’associazione e non può dimostrare, da solo, un rapporto diretto di causa-effetto.
Perché cuore e cervello sono così collegati
Il cervello dipende da una rete molto estesa di vasi sanguigni. Ipertensione e diabete possono danneggiare nel tempo le arterie e il microcircolo, mentre il fumo contribuisce a danneggiare i vasi sanguigni aumentando il rischio di ictus e altre patologie cardiovascolari. Per questo motivo, la prevenzione cardiovascolare può avere un ruolo anche nella protezione della funzione cognitiva.
Il periodo compreso tra i 40 e i 60 anni rappresenta quindi una possibile finestra di intervento: controllare la pressione, gestire correttamente la glicemia e smettere di fumare significa prendersi cura non solo del cuore ma di tutto l’organismo.
Non solo pressione, diabete e fumo
La prevenzione passa anche da altri comportamenti: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, controllo del peso e del colesterolo, limitazione dell’alcol, mantenimento delle relazioni sociali e dell’attività cognitiva e trattamento della perdita dell’udito.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, intervenire sui principali fattori di rischio modificabili potrebbe contribuire a prevenire una quota significativa dei casi di demenza.
Il messaggio, quindi, non è che bastino tre semplici regole per evitare la malattia. È che prendersi cura della salute cardiovascolare durante la mezza età può contribuire a proteggere anche quella cerebrale.
La prevenzione della demenza, in altre parole, può cominciare molti anni prima dei primi problemi di memoria.



