Nel 2026 migliorano i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, ma restano ancora 4 milioni di visite ed esami oltre le scadenze previste. Il Sud Italia continua a rimanere fanalino di coda, con Puglia e Umbria tra le Regioni con maggiori difficoltà.
Le liste d’attesa continuano a rimanere una delle principali criticità della sanità italiana, anche se gli ultimi dati mostrano segnali di miglioramento. Nei primi nove mesi del 2026 sono aumentate le visite specialistiche e gli esami diagnostici effettuati entro i tempi previsti, con oltre 2 milioni di prestazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che ha registrato una crescita delle prenotazioni complessive da 19,7 a 21,8 milioni. Nonostante i segnali di miglioramento, permangono ancora difficoltà significative, soprattutto per alcune prestazioni e in diverse aree del Paese.
Tra le prime visite specialistiche, la più accessibile nei tempi previsti è quella oncologica, con il 95,3% degli appuntamenti rispettati. Seguono la visita otorinolaringoiatrica (83,7%) e quella ginecologica (83,4%). Le maggiori difficoltà riguardano invece le visite dermatologiche e allergologiche, che rispettano i tempi nel 69,9% dei casi, seguite da quelle oculistiche (73,2%) e gastroenterologiche (73,4%).
Per gli esami diagnostici, le percentuali migliori si registrano per la TC osteomuscolare (95,3%), la TC cranio-encefalo (95,2%) e la TC addome (93,6%). La colonscopia è invece l’esame più difficile da ottenere entro i tempi previsti, con una percentuale del 69,3%. Seguono l’elettromiografia (71,9%) e la gastroscopia, o esofagogastroduodenoscopia (72,6%).
Rimangono marcate le differenze territoriali. Per le prime visite, la Puglia registra la percentuale più bassa di prestazioni effettuate nei tempi di garanzia, pari al 55,3%. Seguono Umbria (62,7%), Sardegna (64,3%) e Friuli-Venezia Giulia (67,8%). Per gli esami diagnostici, le situazioni più critiche si rilevano ancora in Puglia, con il 63,4%, e in Umbria, con il 64,7%, mentre la Valle d’Aosta si attesta al 69,7%.
Sul fronte opposto, la Basilicata raggiunge il 99% per le prime visite, seguita da Marche (94,7%), Lazio (92,3%) e Veneto (90,5%). Per gli esami diagnostici, il risultato migliore è quello del Veneto, con il 97%, davanti a Campania (95,8%) e Basilicata (95,1%).
Nel complesso, la percentuale di visite specialistiche effettuate entro i tempi previsti è salita dal 76,9% al 78,6%, mentre per gli esami diagnostici è passata dall’83,3% all’85%. Migliorano anche le prestazioni urgenti e quelle con priorità breve, che richiedono una risposta più tempestiva in base alle condizioni cliniche del paziente.



