In Italia ci sono circa 14 milioni di anziani over 65 e il 40% di questi affronta la quotidianità in solitudine, e la solitudine, si sà, non si cura con una medicina. A volte basta una conversazione, una passeggiata o una partita a carte per restituire a una persona il piacere di sentirsi parte della vita. È da questa convinzione che nasce CONGEN – Connecting Generations, startup a impatto sociale fondata dalla venticinquenne Carlotta Conversi per favorire l’incontro tra giovani e anziani attraverso interessi condivisi.
L’idea nasce da una vicenda familiare. Carlotta racconta che durante la malattia del nonno, si rende conto che, oltre alle cure mediche, ciò che gli mancava maggiormente era la compagnia. «Aveva bisogno di qualcuno con cui parlare, passeggiare o giocare a Burraco. Per me e mio fratello, che vivevamo lontano, non era possibile essere presenti ogni giorno».
Per aiutarlo coinvolge alcuni colleghi dell’università, chiedendo chi fosse disponibile a trascorrere del tempo con lui. L’esperimento funziona e il nonno ritrova momenti di serenità grazie a quelle visite. Ma, soprattutto, Carlotta comprende che la situazione della sua famiglia è tutt’altro che isolata.
L’isolamento delle persone anziane coinvolge anche figli e familiari, spesso appartenenti alla cosiddetta “generazione sandwich”, divisi tra impegni lavorativi, figli da crescere e genitori anziani da assistere.
Da questa riflessione nasce CONGEN, una piattaforma che mette in relazione ragazzi tra i 18 e i 35 anni con anziani che condividono passioni, hobby e interessi. L’obiettivo non è offrire assistenza sanitaria, ma creare rapporti autentici capaci di migliorare la qualità della vita di entrambe le generazioni.
Il funzionamento della piattaforma combina innovazione digitale e attenzione umana. I giovani interessati si registrano indicando competenze, passioni, disponibilità e zona di residenza. Quando una famiglia richiede il servizio, un algoritmo individua i candidati più compatibili, ma la scelta finale non viene affidata alla tecnologia.
Gli incontri vengono modellati sulle passioni dell’anziano: una partita a Burraco, una passeggiata, la lettura di un libro, un laboratorio creativo, un pomeriggio dedicato alla musica o una semplice chiacchierata. Al termine di ogni appuntamento, le famiglie ricevono un resoconto delle attività svolte.
Oggi CONGEN coinvolge circa 300 giovani e collabora con una sessantina di famiglie. Numeri che raccontano come un bisogno spesso invisibile possa trovare risposta attraverso un’idea semplice: creare connessioni tra generazioni e restituire valore al tempo condiviso.



