Sono passati quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche ma, in Italia, si è fatto ancora poco: solo un capoluogo su tre ha adottato questo strumento volto ad abbattere gli ostacoli all’accessibilità negli spazi pubblici e negli edifici privati. A rivelarlo un’indagine pubblicata sullo stato dell’arte dei Peba nei Comuni capoluogo italiani dell’Associazione Luca Coscioni in occasione dell’anniversario della Legge 41 del 1986.
Il dato emerso dalla ricerca è sconfortante: solo il 15% dei comuni italiani ha approvato i PEBA con delibera del consiglio Comunale così come previsto dalla Legge. Detta percentuale evidenzia quanto il nostro Paese sia ancora ben lontano dall’attuazione concreta dei principi di inclusione sanciti dalla Convenzione ONU, dalla nostra Costituzione e dalla normativa vigente.
L’indagine ha preso in esame 118 capoluoghi, di questi solo 44 hanno approvati i PEBA con delibera del Consiglio comunale, mentre in altri 16 casi il Piano non era stato neanche discusso in Aula, oppure è stato sostituito con strumenti non idonei. In 25 comuni i Peba risultano ancora in fase di elaborazione, mentre altri 34 non dispongono di nessun Piano né di informazioni in merito. Le città più virtuose sono quelle del nord Italia come Milano, Firenze, Venezia. Situazione opposta nel sud della penisola: Napoli, Bari, Cagliari si collocano più indietro. A livello regionale emergono criticità in Calabria, Sicilia e Sardegna. Diverso il caso di Roma, dove la competenza sui Piani è affidata ai Municipi, ma su 15 solo in quattro hanno risposto alle richieste di accesso agli atti dell’Associazione.
Quello che è emerge è un quadro di diritti ancora largamente disattesi. Come spiega Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sui diritti delle persone con disabilità: “A oggi, la pianificazione che secondo la legge di 40 anni doveva essere messa su carta entro un anno, è stata adottata solo da un capoluogo su tre. Il fatto che abbia realizzato o meno è un aspetto qualitativo che per noi è difficile monitorare, se non attraverso delle testimonianze isolate”.
L’Associazione Luca Coscioni nel corso degli anni ha promosso numerose azioni legali per sollecitare l’adozione dei Piani. Diversi tribunali hanno riconosciuto l’assenza dei Peba come violazione dei diritti, condannando anche alcuni Comuni, tra cui Catania e Pomezia, all’adozione di questi strumenti entro tempi definiti. Detto orientamento giurisprudenziale rafforza pertanto l’idea di un vero e proprio diritto all’accessibilità, ancora però ben lontano dall’essere pienamente garantito.



