La sentenza di primo grado ha segnato una svolta inattesa nel caso dell’omicidio di Pierina Paganelli: Louis Dassilva è stato assolto dall’accusa di aver ucciso l’anziana vicina di casa e ha potuto lasciare il carcere dopo quasi due anni di detenzione preventiva. Dassilva ha accolto il verdetto in lacrime, dichiarando semplicemente: «Ha vinto la giustizia».
La decisione dei giudici ribalta l’impostazione seguita finora dalla Procura di Rimini, che aveva individuato in Dassilva il presunto autore dell’efferato delitto della pensionata. Per comprendere le ragioni dell’assoluzione sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni, ma il verdetto rappresenta già una profonda inversione di rotta in una vicenda che aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale.
L’omicidio che sconvolse Rimini
I fatti risalgono al 4 ottobre 2023, quando il corpo della pensionata è stato trovato dalla nuora Manuela Bianchi nel garage di via del Ciclamino, a Rimini. La donna fu raggiunta da 29 coltellate e a risultare fatale fu una delle ultime ferite, che lesionò l’aorta all’altezza del collo. Le indagini si concentrarono fin dall’inizio sull’ambiente familiare e condominiale, con la Squadra Mobile impegnata a ricostruire relazioni, movimenti e possibili motivazioni che potessero spiegare un delitto tanto violento.
La relazione segreta al centro dell’inchiesta
Secondo l’ipotesi accusatoria, il movente sarebbe stato legato a una relazione extraconiugale tra Louis Dassilva e la stessa Manuela Bianchi. Gli investigatori ritenevano che l’uomo avesse deciso di eliminare Pierina Paganelli per impedire che la donna venisse a conoscenza del loro rapporto.
Per la Procura si trattava di un omicidio volontario aggravato, caratterizzato da motivazioni futili, particolare crudeltà e dall’approfittamento delle condizioni di vulnerabilità della vittima, sorpresa in un luogo isolato e senza possibilità di difendersi.
Il filmato che non ha convinto il tribunale
Uno degli elementi principali su cui si fondava l’accusa era rappresentato dalle immagini registrate da una telecamera di sorveglianza installata in via del Ciclamino. Nel video, alle 22:17 della sera dell’omicidio, compariva una persona di carnagione scura ripresa di spalle mentre si dirigeva verso il civico 31.
Poiché Dassilva era l’unico residente di colore del complesso abitativo, gli inquirenti considerarono quelle immagini decisive e incompatibili con il suo racconto, secondo cui sarebbe rimasto in casa per tutta la sera. Nel corso del processo, però, la difesa ha contestato con forza il valore probatorio del filmato e la mancanza di elementi certi capaci di collegare l’imputato al delitto.
L’assoluzione pronunciata in primo grado ha quindi fatto cadere l’impianto accusatorio costruito negli ultimi due anni. Se da una parte Louis Dassilva torna in libertà, dall’altra il caso resta ancora senza un colpevole accertato e il mistero sulla morte di Pierina Paganelli continua a rimanere irrisolto.



