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PensioniPensioni, il divario tra uomini e donne cresce ancora: assegni femminili più...

Pensioni, il divario tra uomini e donne cresce ancora: assegni femminili più bassi di oltre il 30%

Continua a crescere il divario tra le pensioni percepite da uomini e donne. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio Inps sui flussi di pensionamento, nel primo semestre del 2026 le pensioni liquidate alle donne hanno avuto un valore medio decisamente inferiore rispetto a quelle degli uomini, confermando una disparità che negli ultimi anni non accenna a diminuire.

Tra gennaio e giugno 2026, l’importo medio delle pensioni riconosciute alle donne si è attestato a 1.048 euro mensili, mentre quello degli uomini ha raggiunto 1.506 euro. La differenza è pari al 30,4%, una quota più elevata rispetto al 2025, quando il divario era di circa il 26%. Confrontando i dati attuali con quelli dello stesso periodo dello scorso anno emerge un andamento più significativo. Nel primo semestre del 2025, le donne hanno ricevuto in media 1.047, importo pari a quello di quest’anno. Mentre gli uomini, sono passati dai 1.419 dello scorso anno ai 1.506 euro mensili di quest’anno, con un incremento di circa di 90 euro. Questo determina un ampliamento del divario tra i due generi.

Per quanto riguarda le ragioni di questa differenza son dovute principalmente alle diverse carriere lavorative e contributive. In media, gli uomini hanno alle spalle percorsi professionali più continui, stipendi più elevati e un numero maggiore di anni di contribuzione. Le donne invece, vengono spesso penalizzate dalla maternità, che porta loro ad avere delle carriere discontinue, interrotte anche per esigenze familiari o di cura, con inevitabili ripercussioni sull’importo della pensione.

Diverso il discorso relativo alle pensioni ai superstiti, dove le donne che percepiscono una pensione di reversibilità sono circa 87 mila, contro poco meno di 20 mila uomini. In questa categoria, l’assegno medio risulta più elevato per le donne, pari a 1.042 euro mensili, mentre gli uomini si fermano a circa 651 euro.

Le differenze restano marcate anche nelle pensioni di vecchiaia, dove il divario supera il 32%. Più contenuta, ma comunque significativa, la distanza nelle pensioni anticipate: le donne ricevono mediamente 1.814 euro al mese, contro i 2.211 euro degli uomini, con una differenza vicina al 18%.

Anche le pensioni di invalidità confermano questo squilibrio. L’importo medio riconosciuto alle donne è di 686 euro mensili, mentre quello destinato agli uomini raggiunge 913 euro.

I dati dell’Inps fotografano quindi una disparità ancora radicata, strettamente legata alle differenze nei percorsi occupazionali e retributivi tra uomini e donne. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni sul fronte della partecipazione femminile al mercato del lavoro, gli effetti delle disuguaglianze accumulate durante la vita lavorativa continuano a riflettersi in modo evidente anche al momento del pensionamento.

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