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NotiziePensioni, novità nel Decreto Lavoro

Pensioni, novità nel Decreto Lavoro

Sono due le novità sostanziali nella bozza del Decreto Lavoro sul tema pensioni: la proroga del contratto di espansione e l’apertura di tre finestre temporali per accedere all’Ape sociale.

Contratto di espansione

Nel Decreto, la cui approvazione è attesa nelle prossime settimane, sono diverse le iniziative per agevolare lo scivolo pensionistico attraverso strumenti come il contratto di espansione, dapprima previsto fino al 2023, adesso prorogato fino al 2025. L’obiettivo di questa misura è facilitare il ricambio generazionale e garantire la riqualificazione professionale, favorendo l’esodo su base volontaria di lavoratori cui mancano al massimo 5 anni alla pensione. È prevista fino al 2025 la facoltà di avviare la procedura di consultazione finalizzata alla stipula del contratto di espansione, fermo restando il limite delle 50 unità lavorative in organico. Questo tipo di accordo garantirebbe un’indennità al lavoratore fino al raggiungimento effettivo della pensione e potrebbe essere utilizzato dalle aziende in accordo con le rappresentanze sindacali, con l’impegno di assumere giovani lavoratori.

ApE Sociale

Per quanto riguarda l’Ape sociale, indennità erogata dall’INPS ai lavoratori in stato di difficoltà che chiedono di andare in pensione al compimento dei 63 anni, i requisiti rimangono gli stessi. Ne possono fare richiesta le seguenti categorie di lavoratori: caregiver familiari conviventi da almeno 6 mesi, disoccupati a fine sussidio di disoccupazione, invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%, lavoratori dipendenti che abbiano svolto un lavoro pesante o gravoso, tra quelli indicati nell’allegato alla legge di bilancio 2022. Per i primi tre casi sono richiesti almeno 30-32 di contributi versati, mentre nell’ultimo caso sono richiesti 36.

Nella è cambiato per quanto riguarda i termini di presentazione della domanda che rimangono gli stessi: 31 marzo, 15 luglio e non oltre il 30 novembre.

Opzione Donna

Nessun riferimento a Opzione Donna, ossia quella forma di pensionamento, anticipato straordinario, richiesto dalle donne lavoratrici dipendenti o autonome che, entro il 31 dicembre 2022, abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’età anagrafica di almeno 60 anni e che si trovino in alcune delle condizioni previste dalla legge (svolgere assistenza da almeno 6 mesi al proprio coniuge o parente convivente con grave handicap; presenza di riduzione capacità lavorativa accertata dalle commissioni competenti, lavoratrici dipendenti o licenziate da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la crisi aziendale.)

La domanda può essere presentata dalle lavoratrici che abbiano compiuto 60 anni di età, ridotti a 59 con un figlio e 58 con due o più e che abbiano maturato 35 anni di contributi.

RedazioneTerzaeta.com

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